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Nel 1996 Rob Liefeld, famigerato per le sue anatomie inconsistenti e trame sconclusionate, convinse il leggendario Alan Moore a entrare nella squadra della Maximum Press, futura Awesome Entertainment, per riesumare la moribonda testata di Supreme (un mediocre clone di Superman, privo fino ad allora di personalità, continuity e adeguato cast di comprimari). Moore accettò la provocazione intellettuale, felice di poter ribaltare l’onda lunga del filone “morte e distruzione” che lui stesso aveva contribuito a imporre con Watchmen e altri capolavori degli anni ’80. In Supreme, infatti, Moore vedeva un’opportunità più unica che rara per rilanciare, partendo da un raffinatissimo omaggio al Superman di Mort Weisinger, il gioioso stile super-eroistico della Silver Age. In quasi 3 anni di permanenza sulla collana, Alan Moore collezionò 23 albi. Ventitrè albi entrati ormai nella Storia del Fumetto Moderno. In questo penultimo volume della saga di Supreme, siamo onorati di pubblicare ben quattro episodi completi [Supreme #56 e Supreme: The Return #1-3], nonché 12 pagine di annotazioni ed essay critici.
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